Portogallo

Un antico borgo fortificato fondato dagli etruschi chiamato castello, posto nel cuore delle colline del chianti e già molto apprezzato in epoca romana. Un luogo senza tempo dove da un momento all'altro ci si aspetta di incontrare il signorotto locale con i suoi sontuosi abiti o qualcuno dei suoi vassalli impegnati nella coltivazione dei vigneti che qui si trasformano in giardini. Il borgo si sviluppa su di una strada principale alle cui estremità si trovano Villa Ricucci e Villa Pianigiani, di particolare interesse sono le tre cappelle e i giardini delle ville dove l'arte si incontra con la natura rendendo lo scenario ancora più interessante e, sarà proprio la stella, opera di Kendell Geers, a guidarvi nella vostra visita. In questo scenografico contesto si trova un'azienda agricola dedita alla produzione del Chianti Classico tra le più apprezzate e rappresentative del territorio, guidata dall'enologo Marco Pallanti e da sua moglie.

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Nel cuore delle terre del Brunello sorge il castello di Castelgiocondo di proprietà dei Marchesi de Frescobaldi la cui tenuta è considerata una delle più rappresentative del territorio. U'antica roccaforte che con il suo borgo protegge dal 1100 l'antica via che dal mare porta a Siena. Ed è tra le mura di questo castello che visse il cavaliere Guidoriccio da Fogliano ritratto dall'artista Simone Martini grazie alle sue nobili gesta. Ora l'immagine dell'impavido cavaliere troneggia sulle etichette dei vini prodotti nella splendida tenuta. Questa tenuta, come le altre tenute della famiglia Frescobaldi poste in Toscana sono visitabili

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Attualmente adibito a museo archeologico il castello di Murlo venne probabilmente edificato intorno al XII secolo, anche se le origini del borgo circostante sono sicuramente etrusche come dimostrano alcuni ritrovamenti effettuati nelle campagne circostanti. L'intera struttura si compone di un Palazzo, antica sede vescovile, dalle carceri, dalla Cattedrale e da due porte di accesso.

Entriamo nelle terre del Chianti con lo splendido esempio di architettura medioevale del castello di Gabbiano, ora sede di un'importante azienda agricola. La costruzione del castello iniziò probabilmente a partire dall'XI secolo ad opera della famiglia Bardi, una delle più importanti ed influenti famiglie di banchieri dell'epoca. A partire dalla metà del 1200 iniziarono opere di fortificazione della struttura con l'aggiunta di mura merlate. Dal 1400 la proprietà passò alla famiglia Soderini, politicamente una delle più influenti del territorio, che la trasformeranno in fattoria. La tenuta rimarrà proprietà della famiglia Soderini fino al XVI secolo quando i membri verranno dichiarati dalla famiglia Medici dei ribelli e pertanto allontanati da Firenze. Il castello vedrà così un periodo di abbandono e decadimento fino al 1600 quando finalmente i Soderini poterono ritornare in patria e tornare i possesso delle loro proprietà. Nei secoli a venire il castello subirà vari passaggi di proprietà, fino ai giorni che è stata destinata dalla famiglia Beringer Blass, attuale proprietaria, a sede di un'azienda viti-vinicola. La struttura si presenta a forma di quadrilatero con quattro torri cilindriche agli angoli mentre sulla facciata si trova una torre quadrata che funge da ingresso principale e che probabilmente costituisce il nucleo originale dell'itera struttura.

Il castello è attualmente visitabile assieme alle cantine e alle vigne attraverso tour guidati con degustazione delle differenti tipologie di vino che vengono prodotti dall'azienda

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Verrazzano si trova nel cuore del Chianti Classico ed è in questo castello che nel 1485 è nato navigatore Giovanni da Verrazzano scopritore della baia di New York e al quale è stato dedicato il famoso ponte che collega Brooklyn a Staten Island. Edificato come casa signorile, circondata da giardini rinascimentali, costituiva un punto strategico di vedetta sulla Val di Greve di conseguenza di controllo dei traffici tra Firenze e Siena. Di proprietà della famiglia Verrazzano a partire dal VII secolo, vi si trova una prima testimonianza scritta con la descrizione dei suoi vigneti e oliveti già nel 1150. Nel 1819 dopo la morte dell'ultimo discendente della famiglia Verrazzano il castello passò ai marchesi Ridollfi ed in seguito al Cavalier Luigi Cappellini che iniziò una importante opera di restauro sulla proprietà ormai degradata degll'incuria del tempo. Il cavaliere riportò il castello agli antichi splendori e ricostruì l'antico tessuto agricolo che lo circondava. Oggi il castello è sede di un'importante azienda viti-vinicola per la produzione del Chianti, l'intera tenuta si estende su di un territorio di 230 ettari, rimasta inalterata all’interno dei suoi confini da oltre 1000 anni. Ben 52 ettari della proprietà, posta ad un'altitudine tra i 260 e 420 mt s.l.m,. sono destinati a vigneto, i vitigni coltivati sono principalmente il Sangiovese, accompagnato da altre varietà tra le quali il Merlot, il Canaiolo, il Cabernet Sauvignon e il Colorino e, solo in piccola percentuale, il Trebbiano Toscano, il Traminer e la Malvasia lunga del Chianti.

Il castello ed i suoi vigneti sono visitabili con tour guidati comprensivi di degustazioni, per maggiori informazioni vai al sito

Appartenuto ai monaci Benedettini fin dal XI secolo, divenne in seguito di proprietà di un membro di una famiglia feudataria locale conosciuto con il nome di Guardellotto al quale però Federico Barbarossa confiscò tutti i possedimenti per darli in seguito alla famiglia Ricasoli-Firidolfi. Essendo la posizione del castello ai confini tra i territori delle repubbliche di Firenze e Siena fu per molto tempo teatro di guerre e battaglie. Dal 1968 tenuta è di proprietà di una società per azioni denominata La Viticola Toscana creata grazie all'iniziativa dell'editore milanese Ginni Mazzocchi. La tenuta occupa circa 180 ettari di terra coltivata a vitigno mentre, i casali posti intorno al castello sono stati trasformati in agriturismi. Il castello è visitabile tutti i giorni attraverso 3 visite guidate della durata di 30 minuti ciascuna, durante la visita si possono ammirare le stanze del piano nobile compreso il teatrino del '700 e la cantina. Si consiglia la prenotazione.

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Posto nelle terre del Chianti Classico tra morbide colline coltivate a vitigno il castello si erge maestoso con i suoi quasi  10 secoli di storia. Le prime testimonianze scritte della storia del castello si hanno a partire dal 1141 quando entrò a far parte dei possedimenti della famiglia Ricasoli. Da allora il castello è stato al centro di assalti, battaglie e distruzioni a partire da quelle degli Aragonesi e degli Spagnoli per giungere fino alla II Guerra Mondiale, le cui ferite sono ancora visibili. Il castello, dall'irregolare forma di pentagono, è stato per secoli l'ultimo avamposto della Repubblica Fiorentina, ben protetto da possenti mura e torri di avvistamento resistette a numerosi assalti. Solamente dopo la conquista di Siena da parte di Firenze il castello venne trasformato ad opera di Giuliano da Sangallo in una prestigiosa residenza signorile con annessa azienda agricola dedita principalmente alla produzione del Chianti Classico della quale si annoverano prestigiosi clienti come il duca di Norfolk e Pietro Leopoldo di Lorena. Tra i vari membri della famiglia Ricasoli che nel tempo si sono avvicendati nella conduzione della proprietà del castello troviamo Bettino Ricasoli importante esponente politico del Regno d'Italia e sindaco di Firenze a cui si deve tra le altre cose la stesura del disciplinare sulla composizione delle uve del Chianti Classico. Personaggio dal carattere molto forte, irascibile e determinato trasformò il castello in una fortezza all'inglese della quale era talmente orgoglioso da non abbandonare neppure dopo la morte, tant'è che si narra che il suo fantasma si aggiri ancora tra le mura e i giardini del castello. Alcune parti del castello, i giardini e i vitigni sono visitabili con visite guidate e annesse degustazioni.

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A testimoniare l’antica gloria del castello non rimangono ormai che alcuni resti posti sulla sommità del colle, a poche centinaia di metri dalla Pieve di San Pietro a Romena. Edificato probabilmente intorno al X secolo è considerato il più antico tra i castelli del Casentino. Anticamente il castello, con le sue pertinenze, costituiva un enorme centro fortificato dotato da due cerchie murarie: la più esterna a protezione del borgo la più interna del castello, e undici torri di guardia con quattro porte che ne permettevano l’accesso, delle 4 solamente una è giunta fino a noi.

Fonti del 1081 lo citano come “castrum” appartenente alla Signoria di Spoleto, solamente più tardi divenne di proprietà dei conti Guidi che qui tennero la loro residenza fino alla costruzione del castello Poppi. Nel tempo il maniero è stato citato da Dante Alighieri che qui vi soggiornò ospite dei conti Guidi e da Gabriele d’Annunzio che visitò il luogo ospite dei Conti Goretti, attuali proprietari. Il castello infatti dopo essere stato ceduto dai conti Guidi al Comune di Firenze venne acquistato, quando ormai versava in pessime condizioni, dalla famiglia Goretti di Flamini.

Iniziamo il nostro itinerario dal Casentino, una regione caratterizzata da piccoli borghi antiche pievi e una lunga tradizione agricola. In queste terre si producono vini come il DOCG Chianti Colli Aretini, la DOC Cortona, la DOC Valdichiana, la DOC Val D’Arno di Sopra ed il Vinsanto del Chianti DOC. Tra le cantine più conosciute del territorio segnaliamo l’Azienda agricola Ornina, l’az agricola La Torre, l’az. Agricola Fabbriche Palma, Baldi Gianluca e San Ferdinando. Per maggiori dettagli sulle cantine potere visitare il sito Strada del Vino Terre di Arezzo.

Percorrendola strada del Vino Terre di Arezzo si incontra l’imponente struttura del castello anticamente appartenuto ai conti Guidi, principale famiglia feudale del Casentino. Simbolo indiscusso della regione, il castello domina l’intera valle dalla piccola collina su cui sorge. Di fattezze eleganti ed imponenti venne edificato tra il XII e il XIV dalla famiglia dei conti Guidi come loro dimora principale. Forse perché è il più giovane dei castelli dell’intera area è sicuramente il meglio conservato e quello che nel tempo ha subito meno rimaneggiamenti. La statua di Dante posta nella piazza antistante al castello sta ad indicare il legame tra i conti e il sommo poeta che venne qui ospitato durante il suo esilio da Firenze.

Si accede al castello solamente tramite due portoni, il principale con tanto di ponte levatoio introduce il visitatore alla “munizione”, una bassa costruzione anticamente destinata alla guardia armata, attraversato un cortile si giunge alla residenza. Di particolare bellezza sono la scala realizzata nel XV secolo dall’architetto Jacopo di Baldassarre Turriani, la sala delle feste riccamente decorata, la Sala del Caminetto, la Cappella e la biblioteca Rilliana che conserva oltre 25.000 volumi dono del conte Fabrizio Rilli Orsini alla comunità.

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Anche questo castello, come i precedenti, si trova sulla Strada del Vino Terre di Arezzo. Il Castello di Porciano venne edificato a partire dal XI secolo, oggi rimane solamente l’imponente casa-torre che sovrasta l’antico borgo. Durante i suoi lunghi secoli di storia il castello ospitò molti personaggi illustri tra i quali Dante Alighieri che proprio tra queste mura scrisse le tre famose lettere “Ai Principi e Popoli d’Italia”, “Ai Fiorentini”, “Ad Arrigo VII”. Appartenuto ai conti Guidi fino al 1442 quando Ludovico, l’ultimo erede della casata, decise di farsi monaco e trasferirsi a Firenze. In seguito il castello passò di proprietà della Repubblica di Firenze, al Comune di Stia fino al Conte  Giuseppe Goretti de Flamini. Fu la nipote Martha a divenire in fine l’erede del castello quando ormai però versava in pessime condizioni. Le volte interne erano crollate come pure i tetti mentre le mura perimetrali erano fortemente danneggiate. Grazie al suo costante impegno, all’aiuto del marito e della Sovrintendenza delle Belle Arti, la contessa è riuscita con il tempo a riportare il castello agli antichi splendori. Attualmente sono visitabili i tre piani inferiori adibiti a museo mentre i tre piani superiori sono residenza dei proprietari. Il castello viene anche utilizzato per mostre ed eventi culturali.

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