Portogallo

 ustica“Ustica è molto più graziosa di quanto appaia dalle cartoline illustrate, è una cittadina di tipo saraceno, pittoresca e piena di colore”

così veniva descritta Ustica da A. Gramsci durante il periodo di confino nelle lettere alla famiglia. L'isola è stata infatti per un lungo periodo luogo di confine per i coatti, criminali comuni allontanati dai loro luoghi di origine, ed arrivò ad ospitarne fino a 3.000 su di una popolazione di circa 1.000 abitanti. L’abitudine all’ospitalità fece sì che con l’abolizione del confine, avvenuta nel 1961, gli abitanti dell'isola si dedicassero al turismo dimostrando di avere spiccate doti di ospitalità ed accoglienza. Ustica, il cui nome significa bruciata o terra delle ossa per i greci, rappresenta la parte emersa di una catena montuosa sottomarina e si estende su di una superficie di circa 9 kmq. L’attuale forma e superficie è dovuta all'opera del mare nell’oltre milione di anni dalla sua emersione, le acque hanno infatti reso l’isola praticamente pianeggiante salvo tre alture di cui la più alta è il monte Guardia di Mezzo  248 metri. L’isola appare molto ospitale grazie alla presenza di boschi, pascoli e fertili pianure e così sembrò ai primi colonizzatori circa due secoli a.C., i quali, grazie al loro spirito di adattamento e intraprendenza, seppero superare  il problema dell’assenza di acqua dolce. Sull’isola esiste una sola sorgente di acqua potabile chiamata la “Grotta dell’acqua” o “Stizzana”, un sistema di gorghi anticamente naturali, successivamente ampliati dall’uomo, permettono la raccolta di acqua piovana utilizzata per l’abbeveraggio del bestiame e irrigazione dei campi tra questi Gorgo Maltese e Gorgo Caezza che con i suoi 3 metri di profondità riesce a contenere oltre 1000 metri cubi di acqua. Oggi il problema dell’assenza d’acqua è stato risolto con dissalatori e navi cisterna che riforniscono l’isola. Grazie a scavi intrapresi da padre Carmelo Seminara e dall’archeologo Giovanni Mannino si ha la certezza che già tra il 1400 e il 1200 a.C. ai Faraglioni esistesse un villaggio di notevoli dimensioni con una struttura urbana organizzata, altri villaggi sono stati rinvenuti sull’isola ad esempio quello della Falconiera che domina Cala S. Maria. Durante la sua lunga storia l’isola vide lo sbarco di Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani e Saraceni che la utilizzarono come base per le loro scorrerie. Nel 1763, sotto la dominazione Borbonica, cominciò una campagna di ripopolamento che attirò sull'isola ben 85 nuove famiglie. I nuovi arrivati grazie alle terre di cui erano divenuti proprietari trasformarono Ustica in una specie di grande fattoria dove venivano coltivati frumento, orzo, legumi, fichi d’india e cenere soda. Solo intorno agli anni 60 Ustica si aprì al turismo divenuta oggi l’attività principale.

usticaCome arrivare:

Se non disponete di una bara a vela o di un cabinato l’unico modo per giungere sull’isola è tramite  gli aliscafi o le navi delle compagnie di navigazione Ustica Lines o Siremar (cerca il miglior prezzo). Le imbarcazioni partono dal porto di Palermo, in estate anche da Napoli, e giungono a destinazione dopo un ora e mezza di navigazione. Vista la situazione delle biglietterie vi consigliamo di munirvi di biglietto prima della data di partenza.

 

L’aeroporto di Palermo è ben collegato dalla ferrovia e da un servizio di autobus che partono ogni 30 minuti dal terminal. Sia che decidiate di prendere l’autobus o il treno vi suggeriamo di scendere alla Stazione Ferroviaria Centrale e prendere l’autobus n^ 139 fino al molo Piave. L’alternativa all’autobus o al treno può essere il taxi dall’aeroporto al molo i costi però salgono notevolmente.

Sito compagnia di collegamento con l’aeroporto

Sito compagnia autobus urbani

Come Muoversi sull’isola:

Ustica è molto ben collegata da un servizio di Minibus che girano tutta l’isola fermandosi nelle varie spiagge e nei vari luoghi di interesse. Nel mese di agosto in alcuni orari sono un pò sovraffollati l’alternativa è noleggiare degli scooter o delle biciclette elettriche. Per il servizio di minibus è possibile effettuare un abbonamento settimanale direttamente in comune oppure comperare singoli biglietti all’edicola o nelle tabaccherie.

Costi: L’abbonamento settimanale costa 15€ a persona
Sito del comune

Noleggio schotter

Dove alloggiare:

Viste le dimensioni, la capacità ricettiva dell’isola non è molto elevata,  se decidete di passare le vacanze a Ustica vi suggeriamo quindi di prenotare con largo anticipo. L’isola dispose di alberghi, case-vacanze, B&B e residence ma  non dispone di villaggi turistici o campeggi. Vi consigliamo di scegliere il vostro luogo di soggiorno vicino al paese di Ustica. In genere sia i ristoranti che le gastronomie non hanno prezzi eccessivamente elevati e la qualità del cibo, soprattutto il pescato, è molto elevata. Di seguito un link dove potrete trovare varie tipologie di sistemazione.

usticaChe cosa fare

Sull'isola la parola “noia” è bandita, infatti nonostante le ridotte dimensioni del territorio Ustica offre una notevole quantità di cose da fare. Si parte al mattino con una colazione a base di brioche farcita con gelato e cappuccino da consumarsi nella piazza principale per spostarsi in una delle varie spiagge oppure partire per una gita in barca o per un’immersione. Nel tardo pomeriggio le vie del paese si animano di turisti che passeggiano, fanno shopping oppure si rilassano davanti ad un aperitivo in uno dei tanti locali, diversi sono i ristoranti dove gustare ottime cene per poi concludere la serata in qualche pub o nella discoteca dell’isola. Per gli amanti degli sport acquatici è possibile praticare snorkeling, immersioni o fare gite in barca. Il mare intorno ad Ustica grazie alla limpidezza delle acque, alla bellezza dei fondali e alla rarità dei pesci che lo popolano è considerato un paradiso per  sub. Nei fondali è anche possibile ammirare una quantità di  reperti archeologici come vasellame, ancore, e altri tesori. Per i subacquei esperti è possibile inoltrarsi in grotte e raggiungere cavità sotterranee. Nella zona dell’area marina protetta, accompagnati da guide, è possibile effettuare snorkeling e ammirare da vicino cernie brune, occhiate, cefali e murene. Munendovi di un’imbarcazione potrete visitare le numerose grotte dalle mille sfumature di colori dove il silenzio è interrotto solo dal fruscio delle onde del mare. Numerose sono le spiagge da quelle per famiglie facilmente raggiungibili, dove la balneazione è facile e sicura anche per i meno esperti, come la spiaggia del Faro, Cala Santa Maria Cala Sidoti o Cala Spalmatori a quelle adatte a nuotatori più esperti o amanti dei tuffi come Molo Alto, Anfiteatro, Scogli Piatti e Punta Spalmatore. Se invece volete godervi una giornata di mare in assoluta intimità vi consigliamo gli Scoglitti, la piscina naturale di Punta Cavazzi, Cala San Paolo, Cala Patricuono e Corruggio

 L’isola offre anche la possibilità di effettuare passeggiate a piedi tra queste vi segnaliamo:

Il sentiero di Mezzogiorno: parte dalla Torre Santa Maria e attraverso una mulattiera arriva al faro di Punta Gavazzi passando per il Mulino a Vento, Cala San Paolo e giunge a Punta Galera dopo aver superato un tratto di folta vegetazione tipica del mediterraneo. Passata punta dell’Arpa il sentiero si fa sempre più ricco di vegetazione e incerto fino a giungere alla piscina naturale “Azzuffa”

Il sentiero del boschetto: questo sentiero era anticamente utilizzato dai carbonari che sbarcavano saltuariamente sull’isola per sfruttarne le risorse. Si parte dalla piazzetta antistante la chiesa di Santa Maria e si raggiungono le due colline Guardia Grande e Guardia del Turco, il sentiero si sviluppa attraverso la riserva naturale terrestre tra panorami mozzafiato e i profumi della macchia mediterranea.

Il sentiero della costa del nord: partendo da piazza del municipio prende via Petriera in direzione Tramontana offrendo notevoli panorami sulla costa nord come lo strapiombo di Cala Giaconi. Proseguendo si incontra lo scoglio del Sacramento e il secondo approdo dell'isola costruito per permettere l’ancoraggio alle barche quando soffiano i venti da sud. Passato Gorgo Maltese si raggiunge il Villaggio dei Faraglioni, sito archeologico considerato tra i più importanti dell’età del bronzo, superato il villaggio parecchi viottoli portano a calette o punti di balneazione come quelle del Carruggio o le Tre Pietre. Passando oltre si giunge al Gorgo Salato che deve il suo nome all’abbondanza di salsedine portata dal mare ove vivono gli ultimi rospi dell’isola e varie specie di uccelli migratori.

Da non perdere una visita alla rocca della Falconiera con il suo meraviglioso panorama sul mare e il sito archeologico di epoca romana.

Cucina:

La cucina della tradizione usticese si basa prevalentemente su prodotti locali frutto della coltivazione della terra come le lenticchie, i fichi d’india, i capperi, oppure frutto della pesca come i polpi, le cernie, le aragoste, le triglie, i gamberi, grazie ai quali si cucinano zuppe, fritti o condimenti per la pasta. Non si può passare per Ustica senza assaggiare la famosa “Zuppa di Lenticchie” piatto forte dell’antica tradizione contadina a base ovviamente delle tenere lenticchie di Ustica, pomodoro, olio, basilico, zucchine (o altre verdure) e pane raffermo o abbrustolito. Notevole è la varietà di piatti a base di pesce appena pescato come la zuppa, i polpi affogati, i totani con patate e pomodori oppure ripieni, le aragoste usate come condimento per la pasta assieme al pomodoro oppure da sole cotte alla brace o sbollentate. Da assaggiare la Pizza Fritta, i dolci a base di miele, mosto d’uva e i biscotti alle lenticchie. Tra i vini vi suggeriamo di assaporare lo zibibbo secco, il moscato passito coltivato a Punta Spalmatore e l’Albanella.

 

Feste:

Le principali feste isolane sono legate alla tradizione popolana e alla religiosità degli abitanti. Sicuramente la festa principale è quella dedicata a San Bartolomeo, protettore dell’isola, che si celebra il 24 agosto di ogni anno. Per l’occasione vengono organizzati fuochi d’artificio, giochi e la tradizionale processione con la statua del Santo. Un’altra festa molto sentita è quella di San Giuseppe ove anticamente le famiglie ricche preparavano prelibati pranzi per le famiglie povere, ora invece vengono scelti  tre personaggi che rappresentano Giuseppe Maria e Gesù ai quali viene offerto un sontuoso banchetto. La festa che maggiormente stupisce i visitatori è però il matrimonio che riesce a coinvolgere tutti gli abitanti dell’isola in un evento che parte al mattino per protrarsi fino a tarda sera. Il motivo di questo coinvolgimento popolare è dato dall’esiguo numero di abitanti tutti legati tra di loro da vincoli di parentela.

 

Pubblicato in Ustica

SalentoUn viaggio nell'incontaminata natura del Salento tra spiagge bianche e mare cristallino: nulla di meglio per rigenerarsi dal caos e dallo stress cittadino. Il Salento è l'area geografica che occupa il "Tacco" d'Italia, comprendendo i territori della provincia di Lecce, di Brindisi e parte di quella di Taranto. Più che di area geografica è corretto parlare di entità culturale. Del Salento, infatti, sono caratteristiche: le architetture, l'inflessione linguistica, la cucina e la storia, fortemente legate all'Oriente. L'area colpisce per la varietà delle sue coste: alte e scogliose quelle Adriatiche, basse e sabbiose quelle Ioniche. Il territorio interno è caratterizzato da un particolare colore rossiccio, dovuto alla presenza del ferro, in contrasto con le candide case e con le verdi chiome degli ulivi. Ogni tanto, disseminati nel territorio, spuntano Dolmen e Menhir a testimonianza della storia millenaria di questi magici luoghi. L'itinerario proposto parte da Alberobello, fiancheggia la costa adriatica fino a raggiungere Santa Maria di Leuca, parte più meridionale del tacco, per poi risalire nel versante ionico fino all'area protetta di Porto Cesareo. Il periodo migliore per intraprendere il viaggio sono i mesi di Giugno, Luglio e Settembre; ad Agosto il traffico e il caldo potrebbero rendere meno gradevole il soggiorno. L'itinerario può essere variato con l'aggiunta di altri luoghi di interesse turistico oppure, se viaggiate con i bambini, dedicando loro qualche escursione. Vi suggeriamo di leggere anche:

Da Foggia a Brindisi passando per le Murge
In Puglia con i ragazzi

Se arrivate da Nord e volete fare una tappa durante il tragitto vi suggeriamo di trascorrere 48 ore nelle terre dei Trabocchi

Pubblicato in Il Salento più bello

L’itinerario che vi suggeriamo parte da Orvieto attraversa la Tuscia, terra ricca di storia e di misteri, passando per gli splendidi borghi posti intorno al lago di Bolsena, per Tuscania, Viterbo fino a giungere a Bagnaia con la bella Villa Lante. Si tratta di un itinerario molto facile adatto a qualsiasi età che si può intraprendere in qualsiasi stagione. La Tuscia è una terra straordinariamente ricca di arte e cultura nonostante ciò è rimasta fino ad ora lontana dal turismo di massa per questo motivo si tratta di un viaggio che vi porterà indietro nel tempo in luoghi ancora relativamente intatti e lontani dal caos quotidiano. Notevoli sono i reperti storici  epoca Etrusca e Romana visibili nei vari musei, primo tra tutti il museo Nazionale di Viterbo, di notevole bellezza e ricche di fasti sono invece le residenze Farnesiane dislocate sul territorio della Tuscia. Nella zona molto fiorente è l’agricoltura, soprattutto la produzione olio che potrete acquistare direttamente dai produttori e di vini da gustare in tipici ristoranti accompagnati dai gustosi piatti della tradizione locale.

L'itinerario proposto in questa sezione si snoda sulla costa orientale della Puglia in quello che viene definito "tacco". Si tratta di un viaggio da intraprendere preferibilmente in estate oppure, se non amate il caldo torrido, alla fine della primavera. L'itinerario attraversa lo splendido territorio delle Murge tra i borghi di Alberobello con i suoi spettacolari trulli, Altamura con il famoso pane dal 2003 marchio DOP  e Ruvo di Puglia dove sorge il maestoso Castel del Monte annoverato dal 2006 tra il patrimonio dell'UNESCO. L'itinerario tocca anche gli splendidi villaggi costieri di Margherita di Savoia, famosa per le Saline, Polignano a Mare e Ostuni con le loro incantevoli spiagge. Ovviamente il percorso suggerito può essere modificato a vostro piacimento togliendo o aggiungendo delle tappe. Vi consigliamo pertanto di consultare anche le sezioni:

In Puglia con i ragazzi
Il Salento più bello

san felice circeo

L’itinerario che vi suggeriamo in questa sezione parte da Alatri, antico insediamento romano, per proseguire al Borgo di Fumone, con il suo castello, famoso per essere popolato da ben 18 fantasmi, e  termina alla famosa abbazia di Montecassino, toccando abbazie, borghi medioevali e note località balneari come San Felice Circeo, Terracina e Gaeta. Si tratta di un viaggio che si può fare in qualsiasi periodo dell’anno, in inverno potrete apprezzare il clima mite della costa e la limpidezza dei colori, mentre in estate potrete approfittare per qualche giornata di mare nelle belle spiagge della costa. Se siete in viaggio con i ragazzi vi consigliamo una deviazione da San Felice verso Nord a Zoomarine, noto parco di divertimento del Lazio (distanza 80 km). In questa sezione non lo prevediamo, ma da San Felice Circeo oppure da Terracina è possibile fare escursioni giornaliere verso le Isole Pontine, visibili anche dalla costa durante le giornate limpide. La zona offre la possibilità di effettuare immersioni, gite in bicicletta o arrampicate, sopratutto a Gaeta. Se amate la vita notturna San Felice, Gaeta e Terracina faranno al caso vostro.

L'itinerario proposto parte dalla medioevale città di Glorenza, annoverata tra i borghi più belli d'Italia, per terminare a Chiusa, toccando le splendide città di Merano e Bolzano, i castelli Coira e Presule. Sono questi i luoghi amati dalla principessa Sissi, ricchi di storia e cultura, ma che offrono, al contempo, l'opportunità di entrare in stretto contatto con la splendida natura delle dolomiti. A Merano potrete percorrere le passeggiate di Sissi, prendervi qualche momento di relax alle terme, mentre a Bolzano potrete effettuare escursioni sugli splendidi altopiani del Renon e dello Sciliar, oppure passare una giornata alla scoperta di Iceman.

     Trentino Alto Adige

L’itinerario proposto si snoda nella regione più piccola d’Italia, attraverso una selezione tra gli oltre 200 castelli feudali presenti nell'area. Incuneata tra i ghiacciai delle Alpi Graie, la valle è un rincorrersi di castelli difensivi come il Forte di Bard e castelli-residenza, ove vivevano le nobili famiglie degli Challant, dei Sarriod, degli Entreves e dei Savoia, a rendere il paesaggio ancora più suggestivo una imponente rete fortificata formata da ruderi di castelli, di torri difensive, di case-forti disseminate sulle cime dei colli. Vi consigliamo di intraprendere il viaggio in primavera o in estate quando i castelli sono aperti tutti i giorni della settimana e le temperature sono più gradevoli. Se comunque decidete di effettuare il viaggio in inverno, per approfittare di qualche giornata sulle splendide piste di Courmayeur o di Pila (raggiungibile da Aosta tramite la funivia), vi suggeriamo di recarvi presso gli uffici del turismo prima di qualsiasi visita. Sia che effettuiate l’itinerario in estate o in inverno non perdetevi una sosta alle antiche terme di Pre-Saint-Didier, luogo magico, ricco di atmosfere, dove potrete rilassarvi nelle piscine termali o farvi coccolare con qualche trattamento speciale (l’ingresso è vietato sotto i 14 anni). La valle d’Aosta dispone di parecchie strutture ricettive come Hotel, Wellness, Bed & Breakfast e campeggi, molti dei quali affittano anche bungalow o caravan, negli ultimi anni, in prossimità dei punti di interesse turistico sono state attrezzate numerose aree di sosta per camper. Se non viaggiate in camper vi suggeriamo di prenotare il vostro soggiorno in una località intorno a Courmayeur o Pre-Saint-Didier  che offrono negozi, ristoranti e locali notturni.

Un po' di storia

Per capire ed assaporare meglio il viaggio è necessario avere alcuni rudimenti storici sulla zona. Dopo la caduta dell’impero romano, e dopo le grandi invasioni barbariche, intorno al IX secolo, la regione fu posta sotto il dominio del Regno di Borgogna, a sua volta suddiviso in diversi feudi con altrettanti feudatari. Tra i feudatari che maggiormente si distinsero nella difesa del regno, conquistandosi i favori dell’ultimo re Rodolfo III, vi fu Umberto Biancamano, il quale, grazie ad una serie di favori ed imparentamenti divenne proprietario della maggior parte delle terre della Valle. Biancamano unì i possedimenti in Valle d’Aosta con quelli d' oltralpe, formando la regione della Savoia che diede poi origine all'omonima casata. Il primo conte di Savoia, risiedendo a Chambery, e non potendo quindi occuparsi personalmente di tutti i suoi possedimenti, delegò dei Vassalli rappresentati da nobili della sua cerchia, di qui ebbero origini le varie signorie, che dominarono per ben sette secoli la Valle d’Aosta, la famiglia degli Challant fu quella che nel corso dei secoli acquisì maggior potere e prestigio.

 

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