Portogallo
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Il giardino e la villa, distrutta nel 1822, vennero acquistati da Francesco I de Medici nel 1568 che da subito affidò a Bernardo Buontalenti i lavori di trasformazione del giardino. La dimora secondo le intenzioni del Granduca doveva essere il luogo di soggiorno e svago della sua seconda moglie Paola Cappello oltre che rappresentare un importante centro agricolo per la famiglia. Grazie all’opera del Buontalenti coadiuvato da artisti come Bartolomeo Ammannati, Valerio Cioli, Vincenzo Danti e il Giambologna il terreno si trasformò ben presto in un “giardino delle meraviglie”, grazie ai giochi d’acqua , alle musiche e ai suoni creati con speciali organi idraulici ma, soprattutto ai teatrini movimentati con automi azionati dall’energia idraulica. Nel giardino vennero inoltre costruite grotte, fontane, laghetti, rivoli e vasche raggiungibili tramite labirinti creati con le piante tutti gli ambienti vennero impreziositi dalla presenza di statue antiche, marni pregiati e madreperle come per  la Fontana di Giove, il parco dei Moderni, il Colosso dell’Appennino, la fontana della Lavandaia e il parco degli Antichi. La fama del giardino si diffuse ben presto in tutta Europa grazie alla minuziosa descrizione che ne fecero artisti e architetti come Michel de Montaigne, Moryson, Schichkart ma soprattutto grazie alle incisioni di Stefano della Bella che fecero diventare Pratolino un modello di giardino a livello europeo. Visti gli enormi costi di conduzione dell’intero complesso nel XVIII secolo vennero sospesi tutti i lavori di manutenzione dando inizio ad una fase di lento degrado. Con il passaggio di proprietà ai Lorena il giardino e la villa caddero in uno stato di profondo abbandono dal quale cercò di risollevarli la famiglia Demidoff divenuta proprietaria nel 1872. Dal 1981 la proprietà passò all’Amministrazione Provinciale di Firenze che dopo lavori di restauro aprì il giardino al pubblico.

Coordinate GPS: 43.860002, 11.298261000000025
Orari: Sabato, Domenica e Festivi 10-18
Ingresso: Gratuito
Ubicazione: Via Fiorentina, 276 – Pratolino Vaglia (FI)
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La villa venne acquistata nel 1450 da Cosimo il Vecchio per il figlio Giovanni il quale, grazie al progetto di Michelozzo, la trasformò da caseggiato signorile in un prototipo di villa rinascimentale con sobria facciata ornata da logge e finestre riquadrate da cornici in pietra serena. Nell’edificio, primo tra le ville medicee, si nota l’assenza di torri, mura difensive, camminamenti sopraelevati e cortile centrale ci si trova infatti di fronte ad un edifico studiato per prediligere il paesaggio e lo svago. Per edificare l’edificio, posto su di un poggio, fu necessaria la costruzione di terrazzamenti di sostegno adibiti a giardini. Gli interni vennero sontuosamente arredati e ornati da dipinti tra i quali due Madonne di Donatello. Con la morte di Giovanni la villa passò al figlio Cosimo e successivamente al nipote Lorenzo il Magnifico il quale la ampliò e né aumentò le rendite grazie all’acquisto di terreni circostanti e di cave di pietra. La villa fu teatro di un terribile fatto di sangue conosciuto come Congiura dei Pazzi, quando alcuni membri della famiglia Pazzi appoggiati da papa Sisto IV preoccupati dal potere che stava assumendo la famiglia Medici decisero di avvelenare durante una cena in villa i due rampolli Lorenzo e Giuliano. Fortunatamente a causa di un’indisposizione di Giuliano l’impresa venne rimandata al giorno successivo durante la messa in Santa Maria del Fiore qui Giuliano rimase ucciso mentre Lorenzo riuscì a scappare. Lorenzo amava spesso trasferirsi a Fiesole con la corte ma anche con letterati e artisti di vario genere coi i quali intraprendeva lunghe discussioni e lo studio della cultura classica. Dopo Lorenzo la villa passò a Cosimo III il quale nel 1671 la vendette a Vincenzo del Sera da questo momento per la villa iniziarono una serie di passaggi di proprietà, ogni nuovo padrone adattò ai suoi gusti ed esigenze la dimora .

Coordinate GPS: 43.80556N,  11.288889S
Orari: da lunedì a venerdì 9-13 prenotazione obbligatoria
Ingresso:  Intero 6€
Ubicazione: Via Beato Angelico 2, Fiesole
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La villa situata vicino alla Petraia è oggi sede dell’Accademia della Crusca ed è visitabile solo in occasioni particolari mentre il giardino, considerato un vero e proprio museo a cielo aperto, è visitabile tutto l’anno. La dimora di proprietà della famiglia della Stufa venne acquistata nel 1480 da Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco de Medici appartenenti al ramo meno nobile della famiglia i quali iniziarono opere di ampliamento e abbellimento. Lorenzo per l’occasione commissionò al Botticelli opere come La Primavera e La Nascita di Venere successivamente trasferite agli Uffizi, ove sono tuttora custodite, mentre Cosimo I  nel 1538 chiamò il Vasari e il Tribolo per commissionare al primo la ristrutturazione della villa e al secondo la progettazione di un fastoso giardino da essere usato come rappresentanza politica. Il nuovo giardino ricco di aiuole fiorite, vasche, fontane e ruscelli venne ornato da statue e mosaici dei maggiori artisti dell’epoca come l Tribolo, Ammannati al quale si deve la statua di Ercole ed Anteo oppure il Vasari al quale si deve il compimento della grotta degli animali. Di notevole bellezza il giardino dei limoni, i giardini segreti e la grotta degli animali con pareti rivestite di mosaici e vasche in marmo sormontate da sculture di animali in pietra. Il giardino venne infine arricchito con un’innumerevole quantità di piante rare provenienti da varie parti del mondo.

Coordinate GPS: 43.81996359908982, 11.228678651342761
Orari: Novembre/Febbraio 8,15-16,30, Marzo -17,30, Aprile, Maggio, Settembre -18,30, Giugno/Agosto -19,30
Ingresso: Gratis
Ubicazione: Via Castello 47, loc. Castello Firenze
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Situata appena fuori Firenze, in splendida posizione panoramica, la villa fu dapprima proprietà della famiglia Brunelleschi, poi degli Strozzi ed infine venne acquistata da Cosimo I de Medici per donarla al figlio Ferdinando, il quale grazie al Buontalenti la trasformò in residenza principesca. Le radicali opere di trasformazione coinvolsero anche gli spazi esterni con la creazione di tre terrazze e laghetti alimentati da ruscelli. Nella prima terrazza vennero poste piante da frutto nane, nella seconda piante ornamentali mentre nella terza vennero immesse piante di agrumi. Con il passaggio della proprietà a Lorenzo de Medici la residenza venne ulteriormente abbellita grazie ad un prezioso ciclo di affreschi “Fasti Medicei” dipinti dal Volterrano. Spogliata dai proprietari dei suoi preziosi arredi, nel settecento la villa passò ai Lorena i quali la riarredarono portandola agli antichi fasti. In epoca Sabauda divenne la residenza prediletta di Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana i quali in occasione del matrimonio del figlio trasformarono il cortile interno in un salone delle feste ricoprendolo con una struttura in ferro e vetro.

Orari: Novembre/Gennaio 8,15-16,30,Marzo -17,30, Aprile, Maggio, Settembre, Ottobre -18,30 Giugno/Agosto -19,30
Prezzi: la villa fa parte del polo museale di Firenze
Ubicazione: Via della Petraia, 40 Firenze
Mezzi: la residenza da Firenze è raggiungibile con l’Autobus 2 o 28 fermata “Sestese 3”
Coordinate GPS: 43.81924999704642, 11.23686573099667
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Palazzo PittiSi tratta sicuramente della più grandiosa e sfarzosa residenza medicea la cui costruzione venne iniziata nel 1458 da Luca Pitti potente banchiere e mercante che in contrasto con la famiglia medici voleva una residenza più imponente e grandiosa di quella costruita per Cosimo il Vecchio. Il progetto originario del palazzo viene imputato al Brunelleschi anche se effettivamente fu Luca Fancelli a dirigerne i lavori. Con la morte di Pitti la costruzione del palazzo si interruppe, fu solo dopo l’acquisto nel 1549 da parte di Cosimo I de Medici che i lavori ricevettero nuovo impulso. Il palazzo in realtà venne acquistato su volere della moglie di Cosimo I, Eleonora da Toledo che riteneva il luogo assai più salubre di quello in cui sorgeva Palazzo Vecchio inoltre la costruzione di ampie finestre permettevano l’ingresso di più luce rispetto a Palazzo Vecchio rendendolo più allegro e confortevole. Il palazzo che si affaccia sull’omonima piazza si sviluppa su tre piani e dispone di una facciata lunga 205 metri sulla quale si aprono secondo un modulo fisso ampie finestre con un portone centrale tramite il quale si accede al cortile con monumentali scalinate di accesso ai piani nobili.Palazzo Pitti Nel 1568 il Vasari costruì il famoso corridoio Vasariano che collega Palazzo Pitti a Palazzo Vecchio mentre tra il 1558 e il 1570 vennero aggiunte le due ali laterali posteriori del palazzo su progetto di Ammannati, molte altre furono le opere di ampliamento e modifica apportate dai vari membri della famiglia Medici ma anche dai Lorena. Il palazzo venne arredato con preziosi mobili, dipinti ed opere d’arte rappresentando fino all’estinzione della Casata  oltre alla dimora principale il simbolo del potere e della ricchezza della casata. I Lorena non presero mai residenza ufficiale nel palazzo preferendo altre dimore anche se vi apportarono modifiche e riunirono qui numerose opere d’arte, agli inizi dell’ottocento il palazzo venne abitato da Napoleone Bonaparte per poi divenire la residenza ufficiale dei Savoia e della corte quando Firenze divenne Capitale d’Italia. Attualmente il palazzo ospita ben 5 musei:

Galleria Palatina:

edificata su volere dei Lorena ospita i capolavori delle collezioni medicee raccolti dalle varie residenze. La collezione raccoglie opere che vanno dal XV al XVII secolo di artisti sia italiani che europei come Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Van Dyck

Gli Appartamenti Reali

Il Museo degli Argenti:

occupa gli appartamenti d’estate del palazzo e comprende oltre alle famose collezioni del tesoro dei Medici anche raccolte e argenti del Tesoro di Salisburgo portato a Firenze dai Lorena.

La Galleria d’Arte Moderna:

articolata in 30 sale tra quelle adibite a residenza dei Lorenza la galleria raccoglie opere che vanno dai primi dell’ottocento ai primi del  novecento di opere italiane e straniere. Tra gli artisti citiamo Canova, Hayez, Signorini.

Il Giardino di Boboli:

Giardino BoboliIl giardino che occupa una superficie di 45.000 metri quadri abbraccia il palazzo sia sui fianchi che sul retro lasciando scoperta solamente la facciata che si affaccia sulla piazza. Edificato contemporaneamente al palazzo, su iniziale progetto del Tribolo proseguito da Vasari, Ammanati e Buontalenti, il giardino che accoglie ogni anno più di 800.000 visitatori è considerato a livello mondiale una delle massime espressioni di giardino all’italiana oltre che un museo a cielo aperto grazie all’innumerevole quantità di opere d’arte dislocate lungo i vari percorsi. Il giardino dispone di quattro ingressi al pubblico dal cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti, dal Forte Belvedere, Via Romana, Piazzale Porta Romana. La parte di giardino intorno al palazzo è di impostazione rinascimentale successivamente vennero aggiunte altre parti con differenti impostazioni. Di notevole bellezza il grande anfiteatro opera dell’Ammannati ideato per abbellire la cava creatasi dall’estrazione della pietraforte utilizzata per costruire il palazzo; raggiungibile dall’ingresso principale con al centro una grande vasca con obelisco Egizio intorno scalinate, edicole e statue. Giardino BoboliSopra all’anfiteatro è posto il Bacino di Nettuno raggiungibile da una doppia rampa ornata da statue dove vengono raccolte le acque per l’irrigazione del giardino al centro è posta la fontana di Nettuno con tritoni e naiadi, ancora sopra la fontana dell’Abbondanza costruita in marmo bianco e bronzo in ricordo di Giovanna d’Austria moglie di Francesco I de Medici. Poco distante il giardino del Cavaliere al quale si accede tramite una scalinata con terrazzino panoramico con annesso Casino del Cavaliere luogo di meditazione e discussione di Leopoldo de Medici ora sede del museo delle porcellane, al centro del giardino sorge la fontana delle scimmie. Uno degli elementi più bizzarri e curiosi del giardino è costituito dalla Grotta del Buontalenti con tre ambienti interni di notevole pregio. Verso il Forte Belvedere sorge invece il Kaffeehaus realizzato intorno al 1780 su volere di Leopoldo di Lorena è costituito da un’enorme cupola finestrata dove oggi ha sede un bar dal quale si gode di un bellissimo panorama; da una scalinata posta sul lato opposto si scende al Viottolone fiancheggiato da statue che si raggiunge dopo aver attraversato il prato dell’Uccellare. Il Viottolone porta al Piazzale dell’Isolotto dove al centro sorge la fontana dell’Oceano opera di Giambologna.

Orari: da Martedì a Domenica 8,15-18,50
Ingresso: biglietto cumulativo (musei + giardino) intero 11,50€, ridotto 5,75
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Ubicazione: Piazza Pitti - Firenze
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L’itinerario che vi proponiamo è un viaggio attraverso la storia dell’antica e potente famiglia Medici, che dominò la Toscana dal XV al XVIII secolo, raccontata attraverso le sue residenze. Simbolo del potere e della ricchezza dei Signori di Firenze le ville vennero edificate come luoghi di piacere e svago affidandone la progettazione e l’arredo ai migliori architetti ed artisti del rinascimento italiano come Giuliano Sangallo, Giorgio Vasari, Nicolò Tribolo, Michelozzo, Giambologna e Cellini. Le residenze rappresentano un tesoro inestimabile di affreschi, mobili e opere d’arte al punto che l’UNESCO a Giugno 2013 ha deciso di inserirne 14 tra il Patrimonio Mondiale dell’Umanità (12 ville e 2 giardini). Nel nostro itinerario abbiamo fatto una selezione tra quelle aperte al pubblico o comunque visitabili su prenotazione.

I Medici nella storia:

La famiglia de Medici, che fu protagonista della storia d'italia tra i primi del 1400 e la prima metà del 1700, è sicuramente una delle più note anche a livello Europeo. Questo non solo per il fatto di aver avuto tra i suoi membri 3 papi (Leone X, Clemente VII e Leone XII) e due regine di Francia (Caterina e Maria) , ma soprattutto per l'enorme quantità di opere d'arte collezionate e prevenute praticamente integre fino ai giorni nostri che comprendono gioielli, quadri, libri, manoscritti, oggetti preziosi e arredi conservati delle numerose abitazioni di loro proprietà. La famiglia, originaria del Mugello, deve le sue iniziali ricchezze alla manifattura e al commercio della lana, successivamente grazie proventi dei commerci acquistarono immobili a Firenze e numerosi terreni divenendo proprietari dei comuni di Barberino del Mugello, di San Piero a Sieve, di Scarperia, Borgo San Lorenzo e di miniere per l'estrazione dell'allume. In seguito i de Medici si dedicarono ad attività bancarie fondando una rete di compagnie di affari con una filiale anche a roma e nei territori papali aumentando in maniera considerevole le già ricche casse della famiglia. I membri della famiglia furono per un lungo periodo di tempo protagonisti della vita politica ed economica della città occupando ruoli di Tesorieri e Gonfaloniere di Giustizia, massima carica pubblica fiorentina. Tra i personaggi che maggiormente si distinsero ricordiamo Cosimo il vecchio, figlio di Giovanni di Bicci, Lorenzo il Magnifico figlio di Cosimo, Caterina moglie di Enrico II di Francia, Alessandro detto il Moro e Cosimo I, Maria de Medici che andò in sposa a Enrico IV di Borbone e Cosimo II. Dagli inizi del '600 il Granducato di Toscana e la famiglia de Medici iniziarono un lungo periodo di declino dovuto, oltre che alle pestilenze ed alla stagnazione dei commerci, all'inadeguatezza degli eredi della grande casata che sfociò con la successione al governo del Granducato ai Lorena. Fu Anna Maria Luisa ultima erede della famiglia che decretò con atto formale del 1737 che i nuovi successori non potessero portare al di fuori di Firenze o comunque del Granducato le collezioni di opere d'arte e preziosi, appartenuti alla famiglia, potessero attirare la curiosità dei Ffrestieri, permettendo a Firenze di rimanere fino ai giorni nostri un centro di arte e cultura con pochi eguali nel mondo.

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Si tratta di un percorso da effettuare a piedi, piuttosto facile, percorribile da chiunque, non segue le pagine di un libro ma un ipotetica passeggiata che Ludovico l’Ariosto avrebbe compiuto durante il suo soggiorno a Castelnuovo di Garfagnana, dove tra il 1522 e il 1525 rivestì il ruolo di Governatore per conto dei Duchi d’Este. In realtà non si sa se il grande poeta abbia mai percorso questo sentiero in quanto all'epoca tutta la vallata era infestata da briganti e inoltrarsi nei boschi risultava piuttosto pericoloso, ma a noi piace crederlo, così abbiamo pensato di proporlo a chi ci segue.

 

 

Prima di inoltrarci nella descrizione del percorso una domanda sorge spontanea chi fu e che cosa rappresentò l’Ariosto per la letteratura Italiana?

Ludovico Ariosto nacque a Reggio Emilia l’8 Settembre 1474 e morì a Ferrara il 6 Luglio 1533. Primo di dieci fratelli di una nobile famiglia, si dedicò su volere del padre, membro della corte del duca Ercole I d’Este, agli studi di legge che abbandonò preferendo gli studi umanistici. Con la morte del padre, avvenuta nel 1500, dovette dedicarsi alla famiglia accettando l’incarico di capitano alla rocca di Canossa. Rientrato a Ferrara come funzionario del cardinale Ippolito d’Este, nel 1506, gli venne conferito il beneficio della parrocchia di Montericco. Nel 1513 con l’elezione a papa di Giovanni de Medici, Ludovico decide di trasferirsi a Roma attratto soprattutto dal grande fermento culturale della città. Nel 1522 gli venne affidato l’incarico di governatore della Garfagnana, territorio appena annesso al Ducato, incarico che mantenne fino al 1525 quando decise di tornare a Ferrara per dedicarsi alla scrittura. Nel 1532 dopo aver accompagnato a Ferrara Alfonso d’Este si ammalò di enterite morendo alcuni mesi dopo. Ludovico Ariosto rappresenta uno degli scrittori di spicco del panorama italiano, apprezzato sia come poeta che come commediografo. Grazie alla modernità del suo pensiero, che segna un momento di rottura con gli standard e i canoni dell’epoca, è sicuramente uno degli artisti più studiati all'estero. Sicuramente l’opera più nota dell’autore è l’Orlando Furioso la cui prima stesura risale al 1505, scrisse inoltre numerose satire e commedie.

Itinerario

Il percorso, che vi permetterà di scoprire uno degli angoli più incantevoli della Toscana, parte dalla Rocca Ariostesca per raggiungere la Fortezza di Mont’Alfonso e tornare alla Rocca, con un percorso ad anello della lunghezza di circa 3 chilometri. L’itinerario può essere percorso in circa due ore con un passo piuttosto svelto, se effettuate il tragitto con dei bambini potreste impiegarci dalle 4 alle 6 ore perciò può essere molto gradevole organizzarsi con pranzo al sacco da consumare alla Fortezza o altro suggestivo luogo.

 

Castelnuovo di Garfagnana:

Il percorso comincia dal grazioso borgo che durante il periodo estense fu capoluogo della Garfagnana.

 

Rocca Ariostesca:


castelnuovo di garfagnanaLa rocca deve il nome all'illustre poeta che l'abitò quando ricoprì il ruolo di governatore della Garfagnana. Edificata nel XII secolo subì notevoli danni durante la II guerra Mondiale, restaurata, continua ad essere il simbolo della città, dominando la piazza principale. La Rocca subì notevoli ampliamenti durante il trecento per volere di Castruccio Castracani mentre fu Paolo Guinici ad ordinare la costruzione del possente torrione centrale.
Attualmente la rocca ospita il Museo Archeologico  

Dalla Rocca si imbocca Via Farini fino a raggiungere il ponte che attraversa il fiume Turrite Secca. Da questo punto inizia la segnalazione del sentiero con cartelli bianchi e rossi grazie ai quali è difficile perdersi.

Dopo aver percorso un tratto di via Azzi si svolta verso i Vecchi Lavatoi Pubblici di Carbonaia per proseguire attraverso campi coltivati, prati e boschi di castagni

Giunti a Torrite, si viene accolti da una casa colonica ornata da logge, attraversato il borgo, di antiche origini, si raggiunge il ponte che attraversa il fiume, prima del ponte da notare le due macine da mulino.

Passato il ponte si incontra una chiesetta, poi il sentiero si snoda tra prati, boschetti e vigneti fino a raggiungere, dopo un tratto di salita, Pasquigliora.

Superato il borgo si attraversano boschi di querce e castagni per trovarsi finalmente al cospetto della Fortezza di Mont’Alfonso. L’ingresso alla fortezza avviene tramite la Porta Nord

Fortezza di Mont’Alfonso:

Edificata tra il 1579 e il 1585 su volere di Alfonso II d’Este, la fortezza rappresenta una delle più imponenti architetture militari della Garfagnana. Progettata da Marco Antonio Pasi costituì nel XVI e nel XVII secolo un’importante presidio militare, confiscata durante il periodo Napoleonico tornò di proprietà della famiglia d’Este nel 1814. Successivamente passò di proprietà della famiglia Bechelli che la utilizzò come residenza estiva facendo costruire una villetta in stile liberty negli edifici della Prigione Nuova. A causa degli elevati costi di manutenzione, la struttura cominciò un lento degrado fino a ridursi quasi ad un rudere, anche a causa del terremoto del 1920 e agli eventi bellici del 1944-45. Nel 1980 la fortezza venne acquistata dalla Amministrazione provinciale di Lucca la quale diede il via ad impegnativi e onerosi lavori di restauro che ne permisero l’apertura al pubblico. La Fortezza dispone di una cinta muraria lunga oltre 1000 metri con sette baluardi difensivi, all’interno delle mura è ancora visibile la casa del capitano, l’alloggiamento delle truppe, il pozzo e la casamatta, molto bello il panorama sull’Appennino Tosco Emiliano.

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Terminata la visita alla Fortezza si imbocca la vecchia strada di accesso a Castelnuovo, grazie alla quale si raggiunge piuttosto rapidamente il borgo e qui termina la passeggiata dell'Ariosto

Se dopo la camminata sentite la necessità di rifocillarvi con un delizioso spuntino vi consigliamo una sosta all'Osteria del Vecchio Mulino, il locale è aperto dalle 11 alle 21.

Ubicazione: Via Vittorio Emanuele, 12
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Per maggiori dettagli sul percorso consultare il sito

 

 

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Che non si possa visitare Roma in una sola volta è chiaro fin dal primo momento in cui mettete piede nella città.

Altrettanto chiaro è che ci siano tanti diversi modi di visitare la città. Possiamo includere i suoi monumenti principali in un unico itinerario; possiamo selezionare un periodo storico o uno stile architettonico; possiamo mettere insieme le vie del gusto, piuttosto che quelle della musica o del cinema e così via: le possibilità sono praticamente infinite.

Qui troverete dei percorsi da fare a piedi nell’arco di una giornata. Sono passeggiate che privilegiano i luoghi, ne fanno cogliere le prossimità e le contaminazioni, ritagliando scorci trasversali alla storia.

Percorsi che hanno il vantaggio, di riportarci alla dimensione fisica dei nostri passi, alla sintonia con gli antichi selciati, che tanto richiama il passato di una città che ha accolto nei secoli, anche quelli più bui, un incredibile numero di pellegrini.

Sono percorsi che si intersecano tra di loro e che potrete mettere insieme a vostro piacimento, in base alla durata del vostro soggiorno, con un’unica accortezza: non cercare di vedere tutto, ma cercare di cogliere l’essenza di questa città speciale.

Questa passeggiata parte dal Colosseo o Anfiteatro Flavio, simbolo indiscusso della città, per arrivare a Piazza Venezia percorrendo Via dei Fori Imperiali. Da Piazza Venezia guardando frontalmente il Vittoriano ci si sposta sulla destra su Via del Teatro Marcello fino a raggiungere la scalinata che porta in Piazza del Campidoglio.  Sulla Piazza del Campidoglio si apre l'accesso ai musei Capitolini, prima vi consigliamo di recarvi sul retro del Palazzo del Comune tramite Via del Campidoglio dalla quale si gode di una bella vista sui Fori Romani.

La Porta prende il nome dalla Gens Pincia che possedevano il colle ed è una delle porte che si aprono nelle mura aureliane. Da questa porta usciva l’antica via Salaria, la via consolare che collegava Roma con Porto d’Ascoli sul Mare Adriatico. Fu realizzata dall’imperatore Onorio nel 403: temendo invasioni da parte dei barbari, rialzò e rafforzò la cinta muraria aureliana preesistente e fece di Porta Pinciana un importante punto strategico, favorito dalla sua posizione sovraelevata. È una delle porte di Roma che meglio ha mantenuto il suo aspetto originario attraverso i secoli.

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