I Murales di Tor Marancia

Il 2015 ha portato notorietà ed interesse per Tor Marancia, grazie a 31 splendidi murales che hanno rivoluzionato l’aspetto di uno dei quartieri più periferici e problematici di Roma, coinvolgendo gli abitanti in un progetto di rinnovamento artistico, culturale e sociale  di grande interesse . Questi alcuni degli artisti coinvolti e le opere che hanno voluto donare alla città. (Vedi tabella in coda)

Storia di un progetto.

Tra il gennaio ed il marzo 2015, grazie al progetto Big City Life, viene proposto un intervento di riqualificazione urbana in una delle zone periferiche più problematiche di Roma:Tor Marancia.
Il quartiere sorge nel quadrante sud di Roma, a breve distanza dalla Garbatella, su terreni prevalentemente paludosi. Le prime case furono edificate in soli cinquanta giorni, nel 1933,  per ospitare cittadini rimasti senza casa, dopo gli abbattimenti che si erano resi necessari per la costruzione di Via dei Fori Imperiali. A questi si erano andati aggiungendo gli immigrati che provenivano dal meridione. Un ghetto, o poco più, soprannominato Shangai per il fitto susseguirsi di piccolissime abitazioni, con pavimenti in terra battuta e servizi in comune, che spesso finivano allagate dalle piene invernali del fosso di Tor Carbone. Era qui che vivevano ammassate famiglie spesso molto numerose.
Nel 1948 la legge sul risanamento delle borgate, voluta da De Gasperi, portò all’abbattimento degli edifici di Shangai e alla costruzione di case popolari.
Il quartiere, dove attualmente vivono circa ventimila persone, ha continuato nel tempo ad essere di fatto un quartiere molto difficile, spesso in cronaca per vicende legate alla criminalità e allo spaccio, con alti tassi di abbandono scolastico e disoccupazione.
È in questo contesto che si cala Big City Life, progetto ideato dall’Associazione Culturale 999Contemporary, curato da Francesca Mezzano, Stefano S. Antonelli e Gianluca Marziani, sostenuto economicamente dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, da Fondazione Arte Musei e dalla stessa 999Contemporary.

Il compito di trasformare la borgata romana in un distretto di arte pubblica contemporanea unico al mondo venne affidato a 20 artisti e ha coinvolto, e coinvolge, l’intera comunità locale, scuole e associazioni di quartiere comprese.

È alla Shangai romana e alle sue storie che sono ispirati i 21 murales alti 14 metri, che sono stati dipinti sulle facciate delle case popolari del lotto uno di Tor Marancia ed è Nostra Signora di Shangai di Mr Klevra forse quello più emblematico a rappresentare Roma che abbraccia la sua borgata: un gesto di attenzione di cui il quartiere ha davvero bisogno.

 

Accolti con iniziale diffidenza, gli artisti hanno saputo gradualmente coinvolgere e conquistare gli abitanti del quartiere raccontando sui quei muri anonimi le loro storie difficili, per alcune delle quali la notorietà che ne è derivata ha portato anche contributi e soluzioni, tanto che alla fine gli abitanti hanno finito per sposare l’idea del progetto e adottarne gli artisti.

L’iniziativa, costata 116 mila euro, di cui 75 mila a carico degli Enti, è ora affidata ai ragazzi della zona che si sono costituiti in associazione: a loro gli artisti hanno devoluti i diritti d’autore e i 

murales potranno essere riprodotti per souvenir e magliette, creando così non solo interesse e curiosità, ma anche occupazione e lavoro.

L’iniziativa si offre anche come spunto per l’annoso dibattito se la Street Art sia espressione d’Arte o di vandalismo, con gli artisti che sono spesso osannati dalla critica e, contemporaneamente, processati per illegalità.

A Tor Marancia sia gli abitanti sia i visitatori attirati da Big City life non sembrano avere dubbi in proposito e, considerandone  le immagini e l’interesse suscitato, non si può che essere d’accordo con loro.

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