Vigevano e la Lomellina

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Scaldasole

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Il nome del borgo viene citato per la prima volta in documenti ufficiali nel 982, dai quali si deduce che esisteva già un castello. Sicuramente ricostruito tra il XII e XIII secolo il castello con le terre circostanti  appartenne inizialmente alla famiglia Campeggi prima feudataria del territorio, per poi passare in mano alla famiglia Folperti che ottennero dai Visconti l'autorizzazione ad ampliare il castello e a costruire il ricetto fortificato. Fu proprio il ricetto a costituire, per un lungo periodo, una sorta di rifugio sia per le popolazioni che per i soldati. Successivamente il borgo passò sotto il dominio dei Malaspina in quanto portato in dote da Teddea figlia del conte Francesco Pico della Mirandola. Fu proprio durante il periodo di appartenenza ai Malaspina che il castello ed il borgo godettero del loro periodo di massimo splendore. Il castello venne abbellito da un loggiato in stile bramantesco, vennero aperte finestre e abbellite le sale interne per ospitare personaggi come Isabella d'Aragona, l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo e nel 1533 Carlo V. Ai giorni nostri il castello conserva le mura fortificate, il fossato che lo circonda, il ponte levatoio che annette al cortile delle armi ed un secondo onte levatoio che porta al cortile interno ove e consente l'accesso alla dimora del Signore. Qui si trovano le cucine, la Camera Longa ove consumavano i loro pasti gli ospiti del castello, la raffinata Sala da Pranzo , la Sala da Ballo e le stanze dei signori.

Oggi il castello appartiene alla famiglia Strada che lo apre per visite guidate a scolaresche, gruppi di minimo venti persone oppure per eventi.

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