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Chiesa Romanica di San Secondo

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Chiesa Romanica di San Secondo Chiesa Romanica di San Secondo

Posta in una splendida piana poco oltre il crinale della Serra Morenica, la chiesa si erge solitaria a poca distanza dalla Comunità Monastica di Bose. Grazie alla suggestione del sito e all'eleganza delle sue forme, la chiesa è considerata uno dei più importanti esempi di architettura romanica posti nel territorio tra Biellese e Canavese. Eretta su di un'antica chiesa benedettina, venne ampliata nell'XI secolo, assumendo le attuali forme. La chiesa dispone di una semplice facciata a salienti con muri in concia, scapoli di pietra e ciottoli posti in senso orizzontale, tipico del romanico popolare. L'interno a tre navate, divise da semplici colonne, è piuttosto austero e conserva dipinti del XIII e XIV secolo raffiguranti una Crocifissione con la Madonna e San Giovanni. La storia dell'edificio è piuttosto travagliata, centro religioso del comune di Magnano, perse la sua importanza quando la popolazione si trasferì nel luogo in cui ora sorge il paese, abbandonando la chiesa alle incurie del tempo. Demolita nel 1606 per utilizzare il materiale edilizio per l'edificazione della nuova chiesa, venne ricostruita, su volere della popolazione, con l'aggiunta di elementi barocchi. Riabbandonata durante tutto il XIX secolo venne ristrutturata nel 1968 ad opera della Provincia di Vercelli e della Sovrintendenza del Piemonte. La chiesa è aperta al pubblico solo in rare occasioni merita comunque una visita per la bellezza del luogo, punto di partenza per diverse passeggiate tra i boschi della Serra.

Comunità Monastica di Bose

Monastero Comunità BoseLa Comunità Monastica ha sede dal 1965 nella frazione Bose del Comune di Magnano, vive dei frutti del proprio lavoro e nei suoi moderni edifici ospita pellegrini e persone di passaggio che vogliono soggiornare in questo luogo di quiete e meditazione. All'interno del monastero è presente una libreria ed un negozio che vende prodotti biologici e manufatti. La comunità religiosa è formata da monaci di entrambi i sessi provenienti da chiese cristiane, i membri vivono la propria vocazione nel celibato, nella comunione fraterna dei beni e nell'obbedienza al vangelo. Nel 1973 il cardinale Pellegrino approvò la regola monastica, mentre nel 2010 il vescovo di Biella ha acquisito la personalità giuridica canonica della comunità che attualmente si è estesa in altre località come Gerusalemme, Ostuni, Assisi e San Gimignano.

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Biella inizia il suo legame con la birra nel 1846 grazie all'apertura di un laboratorio da parte della famiglia Welf di Gressoney e i fratelli Antonio e Gian Battista Caraccio nativi di Bioglio e caffettieri in Biella. A metà del 1800 il laboratorio passa di proprietà a due aostani: Jean Joseph Menabrea Antonio Zimmermann.
Nel 1991 il marchio Menabrea è diventato proprietà del gruppo Forst mantenendo però la sua identità e indipendenza.

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